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lunedì 23 maggio 2011

felici e sostenibili? si può fare!

Ho appena finito di leggere "La Felicità Sostenibile" di Maurizio Pallante ed è stata davvero una lettura illuminante, che non posso che suggerire a tutti i lettori di questo blog. Il libro parte dalla crisi economica che stiamo vivendo da vivere come un momento drammatico ma come un'opportunità per giudicare il nostro attuale stile di vita e valutare con maggiore onestà se non sia arrivato il momento di scoprirne uno nuovo: quello della decrescita felice.

La nostra società, e con essa la nostra vita quotidiana, è ossessionata oltre ogni immaginazione dal mito della crescita a tutti i costi. Pensiamoci bene: aumenta la produzione di automobili? Ottimo! Aumenta la raccolta differenziata? Eccellente! Aumentano gli acquisti di non importa cosa? Eccellente!

Eppure, a pensarci bene, crescita del PIL e del benessere non viaggiano necessariamente a braccetto, anzi in alcuni casi possono persino essere inversamente proporzionali. Prendiamo la raccolta differenziata: certo, un incremento della raccolta di plastica è un'ottima cosa, ma non sarebbe ancora meglio produrre meno flaconi di plastica in assoluto, magari ricorrendo ove possiamo ai detersivi alla spina o all'acqua del sindaco? Produrremmo meno plastica, meno inquinamento e saremmo tutti più felici perché ridurremmo il tempo che dobbiamo giustamente dedicare alla raccolta differenziata. Eppure se prendessimo solo il PIL come strumento di misura, una riduzione della quantità di imballaggi equivarrebbe a una sua riduzione. E giù annunci allarmistici dei media e delle istituzioni sulla necessità di rilanciare gli acquisti!

Il libro riesce a smascherare in maniera assolutamente convincente la pericolosità di una mentalità PIL-centrica che mette al centro l'aumento a tutti i costi della produzione, dimenticandosi completamente di altri parametri per misurare il benessere di una popolazione e offre suggerimenti e indicazioni concrete per decrescere felicemente.

Basta poco a pensarci bene: ridurre l'acquisto di alimenti confezionati (chissà dove e con quali costi in termini di inquinamento, poi) e recuperare il piacere di cucinare, anche il pane che poi non richiede tutto quel tempo che pensiamo; preferire prodotti e realtà produttive locali, ridurre il ricorso all'automobile preferendo in sua vece mezzi pubblici o quei servizi di condivisione sempre più diffusi come il car o il bike sharing. Così facendo risparmieremo denaro, da spendere su quei prodotti e servizi che davvero non possiamo fare da soli, e ne guadagneremo in qualità della vita. Vuoi mettere un pezzo di pane fatto in casa con uno comprato al supermercato?

"La Felicità Sostenibile" di Maurizio Pallante, Ed. Rizzoli.

lunedì 9 maggio 2011

imprenditoria solidale a Salvador de Bahia

Come forse ormai sapete ZYP è l'unico esempio di franchising solidale, nel quale ogni anno una parte delle entrate viene utilizzare per finanziare un progetto all'insegna della solidarietà. Proprio come Cooperativas Populares, il progetto per la ristrutturazione di una cooperativa sartoriale già operante a Salvador de Bahia, già finanziata dalla comunità europea ma senza risultati significativi, probabilmente a causa del suo posizionamento in una favela. In questo caso ZYP ha deciso, dopo una consultazione con gli zypper che poi sarebbero i nostri franchisee, di destinare al progetto 20.000,00 euro, grazie ai quali è stato possibile inserire la cooperativa in un circuito nazionale di produzione e distribuzione, attraverso la creazione di un brand in collaborazione con una nota stilista brasiliana, Goya Lopes. Nel progetto, durato 6 mesi, erano previste figure professionali come due laureate brasiliane, una addetta al marketing e una alla qualità. Grazie ai fondi di ZYP sono state anche comprate stoffe e materiali necessari per produrre i capi che saranno venduti nel negozio. Per quanto riguarda il negozio, abbiamo fatto una piccola ristrutturazione del locale, che comprende la realizzazione di un camerino, la abilitazione del bagno, la verniciatura ed il ripristino della vetrina.

lunedì 18 aprile 2011

Un altro esempio di impresa solidale

Navigando per i web qualche giorno fa abbiamo conosciuto "Impresa Solidale" e visto che il loro progetto ci è piaciuto abbiamo deciso di segnalarlo sulle pagine di questo blog. Impresa Solidale è un’iniziativa nata nel 2003 in Veneto in collaborazione con alcune imprese e gruppi di appoggio della stessa regione, che sul territorio hanno deciso di promuovere una cultura d’impresa orientata a un maggiore coinvolgimento sociale. L'obiettivo principale è sensibilizzare le imprese sui temi della solidarietà internazionale, della pace e dei diritti umani, a beneficio di tre progetti di sviluppo in Kenya - Saint Martin, Ecuador - ASA e in Bosnia - ADL Prijedor in Bosnia.

Tutte e tre i partner condividono, ognuno con le proprie specificità, l’approccio comunitario, che rende attivamente partecipe le comunità alla soluzione dei propri problemi. La scelta dei tre progetti rispecchia l’esigenza di un confronto con partner che rappresentino contesti socioeconomici differenti: Saint Martin in quanto comunità rurale, ASA in ambito di periferia urbana, ADL come realtà di confine.

Anche ZYP - Sartoria Rapida in Franchising Solidale si muove in questa direzione, da sempre, e non possiamo che scoprire con piacere di non essere l'unico esempio italiano di azienda italiana sensibile agli aspetti sociali della propria attività.

lunedì 11 aprile 2011

La Conversione Ecologica

La Conversione EcologicaOggi vi suggeriamo il nuovo libro di Guido Viale "La Conversione Ecologica", che traccia un'analisi del mondo contemporaneo per proporre percorsi per riconvertire l'economia a misura d'uomo e di pianeta. La conversione ecologica si costruisce dal basso «sul territorio»: fabbrica per fabbrica, campo per campo, quartiere per quartiere, città per città. Chiamando a confrontarsi tutti coloro che nell'attuale situazione non hanno avvenire: gli operai delle fabbriche in crisi, i giovani senza lavoro, i comitati di cittadini in lotta contro gli scempi ambientali, le organizzazioni di chi sta già provando a imboccare strade alternative: dai gruppi di acquisto ai distretti di economia solidale. E poi brandelli di amministrazioni locali, di organizzazioni sindacali, di associazioni professionali e culturali, di imprenditoria ormai ridotta alla canna del gas; e nuove leve disposte a intraprendere, e a confrontarsi con il mercato.

La conversione ecologica del sistema produttivo e del modello di consumo dominanti è un'utopia? Sì, è un'utopia concreta nel senso che aveva dato a questo termine Alex Langer. È cioè un progetto praticabile, ma al tempo stesso radicalmente alternativo allo stato di cose esistente. Il liberismo, la tesi fantasiosa che il mercato trova da sé il rimedio ai danni che affliggono il pianeta e i suoi abitanti, inchioda i suoi fautori a un eterno presente senza passato né futuro; fermo, in politica, al giorno per giorno; in economia, ai conti delle «trimestrali»; nelle consorterie accademiche, alle lotte di potere: rendendo tutti incapaci di un approccio prospettico.

La conversione ecologica
Guido Viale, NdA Press
Pagine 184 - Costo € 10,00

martedì 22 febbraio 2011

Donne, imprenditrici anche senza fondi

euro - ZYP sartoria rapida in franchising solidaleDonne che creano imprese dal nulla (il 54%), senza ricorrere a prestiti (solo il 12,1%) perchè i servizi e le azioni di sostegno sono insufficienti (per il 92,1%) e che puntano sulla qualità (55%): è l'identikit delle imprenditrici italiane secondo l'ultima indagine CNA, su un campione di 101 piccole e medie leader d'impresa.

Nella gran parte dei casi (70%) le imprenditrici sono quarantenni, con oltre dieci anni di esperienza (73,3%), diplomate (56,4%) e titolari della propria azienda (il 53,5%). Si concentrano al Nord Italia (51,5%) e, dal punto di vista settoriale, prevalgono le imprese rosa di Servizi alla comunità (18,8%), ma anche Moda (17,8%) e produzione (13,9%), seguite da quelle attive nell'ambito artistico e tradizionale (11,9%), Terziario avanzato (10,9%), dellAlimentare (8,9%), Bnessere e Aanità (7,9%), istallazione e impianti (6,9%). Solo 3 su 10 nelle Costruzioni. Si tratta prevalentemente di piccole imprese attive in ambito locale o regionale (62,4%), il 27,7% opera su scala nazionale e un piccolo 2% lavora principalmente con l'estero.

Diffusa, infine, la pratica di partecipare a corsi di formazione su costituzione e gestione d'impresa (53,5%). Anche se sono molte le donne che improvvisano: l'85,5% ha dato vita ad una nuova attività affidandosi al fai-da-te ed elaborando personalmente il progetto. In più il 63,4% non ha utilizzato alcuno strumento di analisi di mercato, dando ascolto alle proprie capacità e intuizioni. Nel 59,4% dei casi le donne coinvolgono anche i propri familiari all'interno delle imprese: fratelli (66,3%), genitori (63,4%), coniugi (62,4%) e figli (56,4%).

Oltre alla qualità, come marchio di riconoscimento le imprenditrici guardano, anche se in misura minore, ad immagine e reputazione (19,8%), originalità delle idee (14,9%), organizzazione del lavoro (9,9%) e capacità innovativa (6,9%).

Le over 40 sono più solidali con il genere femminile, mostrando forti tendenze ad assumere personale femminile (58,9%) e ad adottare contratti e orari che favoriscano la conciliazione tra la vita privata e quella professionale.

Ancora una volta, le imprese rosa si dimostrano le più solide, con il 74,4% delle intervistate che ritiene l'impatto della crisi sulla propria attività meno negativo di quello prodotto in altre aziende. Le titolari delle Pmi, infine, reputano insufficienti le azioni del Governo (91,8%), bocciano l'operato delle amministrazioni locali (84,7%). Migliori i risultati ottenuti dalla banche, che lasciano soddisfatto il 40,2% del campione, nonostante la bocciatura del 59,8%.

giovedì 10 febbraio 2011

Firenze, nuova linfa per l'economia sostenibile

L'iniziativa "Come rafforzare la rete di economia sostenibile e solidale Fiorentina?" è promossa dallo Sportello EcoEquo del Comune di Firenze e si svolge sabato 22 Gennaio 2011 dalle 10 alle 18 negli spazi restaurati de Le Murate, a Firenze.

L’iniziativa nasce dall’esperienza maturata dalle tante associazioni e realtà legate allo Sportello EcoEquo del Comune di Firenze in anni di lavoro condiviso per la diffusione di stili di vita e modelli di consumo sostenibili e solidali, e si pone l’obiettivo di iniziare a raccogliere idee, indicazioni e proposte per valutare opportunità e criticità legate alla costruzione di un distretto di economia solidale nell’area fiorentina, coinvolgendo tutti i soggetti che fanno parte della rete e che sono interessati al confronto su questi temi.

Il mondo associativo fiorentino ha risposto con entusiasmo all’invito a partecipare a questa iniziativa ed è prevista la partecipazione delle molte associazioni che aderiscono allo sportello, dei Gruppi di Acquisto Solidale di tanti altri enti e soggetti attivi sui temi dello sviluppo di modelli di consumo sostenibili. Per la Fondazione Sistema Toscana parteciperà Adriana De Cesare responsabile del progetto Zoes. Zoes.it è un social network dedicato a chi vuole praticare uno stile di vita sostenibile, è una community per mettere in rete persone, organizzazioni, produttori, enti locali e iniziative della società civile attiva. Zoes risponde all’esigenza di fornire una mappa di orientamento nella zona equosostenibile intorno a noi. Vuole essere infine una piattaforma di servizio, scambio e commercio responsabili. Zoes.it, nel novembre 2009, ha vinto il prestigioso Goodwin Awards 2009, il riconoscimento assegnato alle imprese e alle organizzazioni no-profit che si sono distinte per la loro capacità di coniugare benessere sociale e imprenditorialità.

A chiudere la giornata assieme ai rappresentanti dello Sportello EcoEquo e a raccogliere i risultati finali sarà presente il vice Sindaco Dario Nardella.

Per stimolare il coinvolgimento attivo e creativo di tutti i partecipanti, la modalità scelta per lo svolgimento della giornata è quella dell’Open Space technology (OST). Il metodo OST è una giornata di lavoro la cui agenda specifica è definita dagli stessi partecipanti. La giornata, gestita dal gruppo Sociolab, alternerà momenti di plenaria a momenti di confronto e discussione in piccoli gruppi e si concluderà con la redazione di un report istantaneo che sarà consegnato ai partecipanti. Obiettivo della giornata sarà rispondere alla domanda “Come rafforzare la rete di economia sostenibile e solidale Fiorentina?”, attraverso un processo di confronto creativo che faccia emergere i problemi, i bisogni ma anche le possibili risposte.

giovedì 3 febbraio 2011

Qualche parola su ZYP

Rwanda - ZYPA noi piace la chiarezza. Ecco perché abbiamo deciso di non nasconderci un po' subdolamente dietro un misterioso pseudonimo, o peggio ancora dietro un'identità inventata di sana pianta, ma di presentarci ai nostri lettori così, semplicemente. Dietro questo blog (e dietro il blog gemello Imprenditoria Solidale) c'è ZYP è una rete di sartorie rapide in franchising solidale. ZYP però è molto di più perché è anche un progetto di imprenditoria sociale, una vera e propria filosofia di vita. Il franchising di ZYP infatti non punta solo ad assicurare delle entrate ai suoi titolari ma anche a fare solidarietà, perché abbiamo avuto la fortuna di viaggiare e ci siamo resi conto dell'enorme squilibrio che c'è a livello mondiale. E che noi stiamo dalla parte più agiata.

ZYP è un franchising Solidale e in quanto tale devolve completamente in solidarietà i 100,00 euro di royalties che ogni negozio versa al progetto. Insieme alle titolari dei singoli punti ZYP -le nostre zypper!- individuiamo un progetto solidale da finanziare Zypper e ci impegniamo a tenervi aggiornati sui suoi sviluppi. In questo modo, voi avviate un'attività produttiva imprenditoriale indipendente e noi, grazie allo sforzo di tutti, aiutiamo chi ha meno di noi.

In questo siamo riusciti a fare più di quanto immaginavamo come a Kigali in Rwanda, dove ZYP ha finanziato con 6.000 Euro la creazione di una cooperativa composta da 10 donne sarte di etnia sia Hutu che Tutsi, che ora hanno un lavoro tutte insieme. A noi questo modo di lavorare piace davvero. E a voi?

martedì 1 febbraio 2011

In Puglia Confindustria diventa solidale

"Combattere la fame nel mondo" sostiene Luigi Perrone – Presidente Anci Puglia - non è un compito per un solo attore, ma per un partenariato che comprenda il lavoro congiunto di Enti locali, Istituzioni, Aziende, società civile e settore privato. Sono certo che, con la collaborazione di tutti questi elementi, faremo la differenza".

La collaborazione si è consolidata il 15 dicembre, quando il Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale - Wfp e la Casillo Group hanno siglato l'accordo a favore del programma di alimentazione scolastica del Wfp in Gambia.

L'appuntamento del 31 gennaio si pone come base per individuare, in un percorso condiviso, un programma di interventi finalizzati a valorizzare e supportare il Wfp e a promuovere la Puglia, quale polo di eccellenza per la divulgazione e la diffusione dei valori di responsabilità sociale d'impresa. Obiettivo, l'allargamento della collaborazione alla rete di Aziende attive sul territorio regionale, rappresentate dalla Confindustria, che parteciperà all'evento.

"Ci auguriamo che il territorio pugliese, da sempre solidale, risponda unanime e deciso all'appello del WFP, di mobilitare le proprie risorse per sostenere i progetti volti a sconfiggere la fame nel mondo" afferma Vincenzo Pirato, Presidente del Comitato Italiano Wfp Puglia.

"Deve essere, oltre che un impegno, un onore poter mettere le proprie conoscenze e le proprie forze a servizio della più grande Agenzia delle Nazioni Unite che raggiunge ogni anno una media di 90 milioni di persone che vivono situazioni di crisi ed emergenza. Sconfiggere la fame è possibile, ma per raggiungere questo traguardo dobbiamo andare avanti uniti e c'è bisogno del contributo e del sostegno di tutti".

Un primo passo concreto verso questo obiettivo sarà, con la donazione della Casillo Group, la realizzazione in Gambia di un sistema in grado di soddisfare il fabbisogno quotidiano di cibo della popolazione, nel rispetto delle abitudini alimentari locali e delle peculiarità del territorio di riferimento, garantendone la distribuzione capillare nelle mense scolastiche.

"Questo progetto - spiega Beniamino Casillo, Amministratore Delegato della Casillo Group - intende fornire anche un'adeguata formazione circa le tecniche di coltivazione, che potranno essere messe in pratica negli orti scolastici per la produzione di materie prime di base, il tutto a sostegno di una produzione di cibo consapevole e rispettosa degli standard di qualità".

Il programma di pasti scolastici, è un esempio dell'azione svolta dal Wfp, volta a promuovere la sicurezza alimentare, attraverso programmi di assistenza alimentare che siano strumentali alla costruzione di beni, alla diffusione della conoscenza e alla crescita di comunità più forti e più dinamiche. Attraverso questo programma il Wfp fornisce cibo a scuola a più di 20 milioni di studenti.

Il cibo, sotto forma di pasti scolastici, incoraggia le famiglie a mandare i propri figli a lezione, dando loro anche una speranza in un futuro migliore.

Il Wfp è la più grande Agenzia delle Nazioni Unite che dal 1963 risponde tempestivamente alle emergenze, salvando vite umane e portando cibo agli affamati e a chi è più vulnerabile.

Il Comitato Italiano sensibilizza e raccoglie fondi in Italia per il Wfp, sposandone in toto la filosofia e le attività, il Comitato Italiano Wfp conta all'attivo centinaia di collaboratori che, nelle vesti di soci, volontari e simpatizzanti, lavorano con dedizione e impegno per costruire un mondo libero dalla fame.

venerdì 28 gennaio 2011

Rapporto sull'imprenditoria solidale

Edizioni Franco AngeliA volte documentarsi su un soggetto può rivelarsi un'attività decisamente costosa, tra l'acquisto di libri, l'iscrizione a qualche corso di aggiornamento e la frequentazione a un convegno, magari fuori città. Eppure ogni tanto può costarci giusto il tempo di accendere il nostro notebook e raggiungere la pagina di Google Books, dove si può trovare Il Fare delle Imprese Solidali, un bel libro (tutto intero!) dedicato alla presentazione dei risultati del rapposto SIS sull'economia sociale e solidale in Sardegna. Ecco, adesso un'attività per impegnare il weekend, ce l'avete!