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domenica 19 giugno 2011

Hotel Rwuanda, perché la solidarietà passa dalla conoscenza

Il bello di essere zypper, cioè di gestire la propria sartoria a marchio ZYP, è che quando ci si incontra (e lo facciamo almeno una volta al mese!) non ci limitiamo a parlare solo ed unicamente di profitti, utili, fatturati, fees, franchisor e franchisee, ma dedichiamo del tempo a conoscerci come persone, ad avvicinarci gli uni agli altri, e a conoscere da vicino le realtà in cui interveniamo con i nostri progetti di solidarietà.

Ecco perché, giusto per farvi capire di cosa stiamo parlando, la riunione di questo mese si terrà alla Casa Internazionale delle Donne dove proietteremo il film "Hotel Rwanda" per avvicinare tutti gli zypper a quelle tragiche vicende e aiutarli a contestualizzare il nostro impegno umanitario in quell'angolo d'Africa.


Per chi non solo sapesse, Hotel Rwanda è un film bellissimo e agghiacciante allo stesso tempo che racconta la storia di Paul Rusebagina, direttore di un hotel della catena Sabena, che riuscì a salvare piu' di 1.200 persone grazie al coraggio personale e a un altruismo davvero eroici, mentre si compiva l'eccidio di un milione di uomini e donne di etnia Tutsi senza che la comunita' internazionale facesse nulla e nell'indifferenza dei media che considerarono la notizia di scarso interesse per il pubblico occidentale.

lunedì 6 giugno 2011

La storia di Bina

Continua la pubblicazione di una case history di imprenditoria solidale che ci riguarda da vicino perché ha visto coinvolti noi di ZYP, la Fondazione Pangea e una comunità di donne nepalesi. Per farsi un'idea di cosa vuol dire franchising solidale.

Bina è una ragazza del primo corso di sartoria. Entusiasta del corso, dopo averlo frequentato ha chiesto un microcredito ma non l’ha ottenuto: voleva aprire il negozio con una sua amica, studentessa anche lei, che già possedeva una macchina da cucire. Il Centro Donna ha dato la priorità ad altre richiedenti che non ne avevano neanche una.


Bina non si è persa d’animo, insieme alla sua amica hanno contattato una signora del villaggio che voleva aprire un negozio e si sono messe in società, ha chiesto un aiuto finanziario a suo fratello ed hanno aperto il negozio. Lei e la sua amica cuciono su ordinazione mentre la terza socia vende degli abiti preconfezionati acquistati nel mercato principale. Sono tutte e tre felicissime!!!






lunedì 30 maggio 2011

La storia di tre sorelle


Nita è una delle studentesse che ha frequentato il corso di sartoria organizzato in Nepal da Pangea e ZYP. Dopo il corso, ha chiesto un prestito al Centro Donna per acquistare la macchina da cucire. Nel villaggio tutti la conoscono perché quando ha acquistato la macchina sono tutti andati religiosamente a farle visita per vederla. Cuce per la sua famiglia e per i vicini di casa la mattina presto e la sera perché di giorno fa i lavori domestici e lavora la terra che affitta. Ha tre bambini piccoli, il marito l’ha abbandonata lasciandola senza niente qualche tempo fa e, beffa della sorte, a casa con lei vive la suocera di cui continua a occuparsi. Il corso di cucito per lei è stato di grande aiuto. 

Kunta, è la seconda di due sorelle, non è ancora sposata, vive con sua madre in una tipica casa rurale nepalese, fatta di fango e paglia immersa nella vegetazione verdeggiante della pianura alla frontiera con l’India, il Terai. Ha seguito il primo corso di sartoria e poi ha chiesto un prestito al Centro Donna per acquistare una macchina da cucire. Cuce per i vicini di casa e per la sua famiglia. È contenta e vorrebbe migliorare il suo livello di apprendimento. Ha una stanzetta minuscola tutta sua, non ci si entra in tre persone tanto è piccola. È il suo piccolo regno, dove si siede e cuce nel silenzio della natura intorno a lei.


Da due settimane è tornata a casa anche la sorella maggiore di Kunta: ha partorito una bimba da poco e il marito non ha visto di buon occhio la nascita di una femmina e ha mandato la moglie a casa da sua madre per non essere infastidito i primi periodi della nascita. Oggi il saper cucire di Kunta rappresenta una speranza di autonomia in più per tutte loro.

venerdì 20 maggio 2011

I risultati di ZYP in Nepal

Continua la pubblicazione di una case history di imprenditoria solidale che ci riguarda da vicino perché ha visto coinvolti noi di ZYP, la Fondazione Pangea e una comunità di donne nepalesi. Per farsi un'idea di cosa vuol dire franchising solidale.


Alle fine del corso di sartoria, quasi tutte le venti donne che lo avevano frequentato hanno richiesto il microcredito per avviare una propria attività. Non essendo sufficiente il fondo di microcredito a disposizione del Centro Donna, non tutte hanno potuto usufruire di un prestito ed avviare l’attività che desiderano. 
Diverse di loro a questo punto hanno  deciso di svolgere l’attività di sartoria all’interno delle mura domestiche, cucendo per i vicini e i propri familiari. 

Anche se questa attività non le rende completamente autonome finanziariamente, si tratta comunque di un importantissimo aiuto poiché consente loro di arrotondare le magre entrate familiari e risparmiare sull’acquisto di nuovi abiti. 
Sette delle studentesse del corso di taglio e cucito hanno aperto un vero e proprio negozio di sartoria nelle diverse aree di maggiore mercato dell’area di Chakachaki.



Ci sono infine delle donne che vogliono aprire una cooperativa tutte insieme appena ne avranno la possibilità finanziaria e si saranno migliorate nel cucito. Vorrebbero poter sostenere in parte, con le loro entrate, le attività del Centro Donna, a supporto delle donne che hanno subito abusi, sono state abbandonate o che hanno bisogno di aiuto.



lunedì 16 maggio 2011

Senegal, nuovo slancio all'imprenditoria femminile

Ogni tanto fa piacere parlare di Africa non solo in occasione dell'ennesimo appello o dell'ultima emergenza umanitaria ma per condividere una bella notizia. Come che il ministro senegalese dell'Imprenditoria femminile e della microfinanza, Seynabou Ly Mbacke', ha stimato nell'equivalente di oltre 146 milioni di euro i fondi necessari per la realizzazione di un piano di azioni prioritarie per la messa a punto di una strategia nazionale per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile. 
L'annuncio e' stato fatto in occasione della presentazione ai media locali del documento ad hoc per la strategia di sviluppo dell'imprenditoria femminile. Il ministro ha spiegato che la valutazione del fabbisogno finanziario e' scaturita da "un'attenta analisi dei bisogni delle imprenditrici sia in ambito urbano sia rurale, rapportati agli indici nazionali di sviluppo dell'imprenditoria femminile".

venerdì 13 maggio 2011

In Nepal, per dare dignità alle donne

Continua la pubblicazione di una case history di imprenditoria solidale che ci riguarda da vicino perché ha visto coinvolti noi di ZYP, la Fondazione Pangea e una comunità di donne nepalesi. Per farsi un'idea di cosa vuol dire franchising solidale.


Il progetto che ha visto coinvolte
 
è iniziato a dicembre 2008 e si è svolto per tutto il 2009 ed 
ha fornito supporto al centro di sartoria del distretto di Jhapa. Nello specifico, i
l progetto prevedeva una formazione di taglio e cucito, per 11 donne, della durata di un anno intero, suddiviso in due semestri. 
In corso d’opera, il Centro Donna di Chakachaki ha deciso di offrire questa opportunità ad un numero maggiore di donne per soddisfare le numerosissime richieste che erano pervenute.


Ad oggi sono venti le donne che hanno conseguito nell’arco di due diversi semestri il corso di primo livello di sartoria. Il primo corso di livello base per 11 donne (che poi al termine del corso erano divenute 10) è iniziato nel dicembre del 2008 fino a Giugno 2009; il secondo corso per dieci donne è iniziato nell’agosto del 2009 e terminato del dicembre 2009. In totale venti donne hanno frequentato e portato a termine il corso di sartoria di primo livello.

lunedì 2 maggio 2011

Un esempio di imprenditoria solidale

Inauguriamo a partire da questo post la pubblicazione di una case history di imprenditoria solidale che ci riguarda da vicino perché ha visto coinvolti noi di ZYP, la Fondazione Pangea e una comunità di donne nepalesi. Per farsi un'idea con un esempio concreto di cosa vuol dire franchising solidale.


La maggior parte delle donne nepalesi ha possibilità davvero limitate di dedicarsi a un mestiere al di fuori dei lavori domestici, della cura degli animali, se ne posseggono uno, o dell’orto. Solitamente nelle aree rurali, come nell’area di Chakachaki, in cui è stato realizzato questo progetto, le donne non hanno particolari occasioni per apprendere o coltivare specifiche capacità professionali e dipendono per tutti i loro bisogni, come per quelli dei figli, dal reddito del marito.




L'obbiettivo di questo progetto era dare a donne una formazione professionale nell’ambito della sartoria, con la prospettiva di fornire loro uno strumento di reddito ed emancipazione per loro e la loro famiglia. Guadagnare dei soldi e contribuire in tal modo alla formazione del reddito mensile della famiglia permette a queste donne di acquisire maggiore fiducia in sé stesse e di recuperare il dovuto rispetto all’interno della famiglia e della comunità in cui vivono.


Curiosi di conoscere più nel dettaglio come si è articolato questo progetto? Continuiamo a parlarne su questo blog la prossima settimana!

venerdì 28 gennaio 2011

Rapporto sull'imprenditoria solidale

Edizioni Franco AngeliA volte documentarsi su un soggetto può rivelarsi un'attività decisamente costosa, tra l'acquisto di libri, l'iscrizione a qualche corso di aggiornamento e la frequentazione a un convegno, magari fuori città. Eppure ogni tanto può costarci giusto il tempo di accendere il nostro notebook e raggiungere la pagina di Google Books, dove si può trovare Il Fare delle Imprese Solidali, un bel libro (tutto intero!) dedicato alla presentazione dei risultati del rapposto SIS sull'economia sociale e solidale in Sardegna. Ecco, adesso un'attività per impegnare il weekend, ce l'avete!